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domenica 6 aprile 2014

n.21 - Lack of constancy, how to be determined? - Mancanza di costanza, come essere determinati?


- Versione Italiana in fondo al post



Recently, someone asked me:
"How do I keep myself so determined? Tell me your secret!"
I answered:
"Well, my secret is: I am following my dream."
"And what is your dream?"
"Create my future."


Basically, you need to understand where you want to be in ten years.
Have you a project? If you want to make it come true, you can.


First Step - Believe in yourself, in your abilities.
How many times do we ask advices about our plans to other people? How many times do we need to feel that we are on the right way?
Another secret is: only you know what you want.
Other people can say what they think, agree to or don't. In both of cases, it doesn't matter. It's important only what you think, what you want, and what you believe in.
The decisions that change your life are the most frightful, and most of the times you can count only on yourself. But you are enough and it's all you need for making your dreams come true.
Be strong. Be brave.

Second Step - Write down your goals.
Thinking about your goals, saying them aloud and writing them down are three completely different ways in which you can realize what you really want.
All of them are little steps that make your dreams more and more real.
For each goal write the path you want to follow for achieving it.
The way can be long, you need to be patient because for some goals you need time for realizing them, but the result will be satisfying!

Third Step - Be determined! 
Actually this step is the first of all, but of course if you will decide to start your plan is obvious that you will be determined!
The constancy arises when you want with all your strengths something, till you keep on wanting it, you will never be inconstant!
If you are inconstant it means that you are not doing what you really want or you haven't found it yet!

Fourth Step - Don't be afraid! 
It will be normal fighting against difficulties and some issues during your path. Don't be afraid to face them!
Once you start your path never look back! Always look forward!
I'm a very optimistic person, and I love thinking about a sentence that maybe you will like it to you too:

"No peaks without valleys"


Now, just
Start your journey!


:)




Recentemente, qualcuno mi ha chiesto:
"Come fai ad essere sempre così determinata? Dimmi il tuo segreto!"
Ho risposto così:
"Il mio segreto è: sto seguendo il mio sogno."

"E qual è il tuo sogno?"
"Crearmi un futuro."

In pratica, devi capire dove vuoi essere tra dieci anni.
Hai un progetto? Se vuoi avverarlo, puoi farlo.


Primo Step - Credi in te stesso, e nelle tue abilità.
Quante volte chiediamo consiglio sui nostri progetti ad altre persone? Quante volte abbiamo bisogno di sentirci sicuri di essere sulla strada giusta?
Un altro segreto: solo tu sai cosa vuoi.
Le altre persone possono dire ciò che pensano, essere d'accordo o meno. In entrambi i casi, non importa. Ciò che è importante è solamente quello che pensi tu, cosa vuoi tu e in cosa credi.
Le decisioni che ti cambiano la vita sono le più spaventose, e la maggior parte delle volte puoi solamente contare su te stesso. Ma tu sei sufficiente, sei tutto ciò di cui hai bisogno per rendere i tuoi sogni realtà.
Sii forte, sii coraggioso.

Secondo Step - Scrivi i tuoi obiettivi.
Pensare ai tuoi obiettivi, dirli ad alta voce e metterli per iscritto sono tre modi completamente diversi con cui puoi realizzare cosa vuoi davvero.
Tutti e tre sono piccoli passi che rendono i tuoi sogni sempre più reali.
Per ogni obiettivo scrivi il percorso che vuoi seguire per raggiungerlo.
La strada può essere lunga, devi essere paziente perché alcuni traguardi c'è bisogno di tempo per raggiungerli, ma il risultato sarà appagante!

Terzo Step - Sii determinato!
In realtà questo step è il primo di tutti, ma certamente se decidi di cominciare un percorso è ovvio che tu sia determinato!
La costanza nasce quando vuoi qualcosa con tutte le tue forze, fin quando continuerai a volerlo non sarai mai incostante!
Se sei incostante significa che non stai facendo quello che vuoi realmente o non hai ancora trovato la tua via!


Quarto Step - Non aver paura!
Sarà normale dover combattere contro delle difficoltà e dei problemi durante il tuo cammino. Ma non avere paura di affrontarli!
Una volta che cominci il tuo percorso non guardare mai indietro! Guarda sempre avanti!
Sono una persona molto ottimista, e amo pensare ad una frase che forse piacerà anche a voi:


"Non ci sono vette senza valli"


Ora,
Cominciate il vostro viaggio!


:)




sabato 14 dicembre 2013

n.17 - Non sono un tipo romantico

Ho deciso quest'oggi di aggiornare il blog con una one-shot, ovvero un breve racconto riguardante sempre tematiche inerenti a occasioni che ci troviamo a vivere durante le nostre giornate.
Non aggiungo altro.

Buona lettura.

“Si trovarono a una ventina di iarde uno dall'altra, e il suo apparire era così improvviso, ch'era ormai impossibile evitare il suo sguardo. Subito i loro occhi s'incontrarono e a ciascuno il viso avvampò del più intenso rossore. Egli ebbe un vero e proprio soprassalto e per un attimo sembrò immobilizzato dalla sorpresa.”
<Mio Dio.> Alzo lo sguardo annoiato da tanto romanticismo. Mi avevano consigliato di leggere un classico di Jane Austen, per integrare la mia interpretazione sul palco di un’amore davvero molto simile a quello raccontato dalla famosa autrice britannica.
Il problema è che non sono affatto un tipo romantico, non lo sono mai stato. Recitare è un dono, una passione, e mi diverto ad entrare in personaggi totalmente diversi dalla mia reale personalità.
<Un fan della Austen?> volto di scatto la testa verso la figura femminile seduta al mio fianco, non mi ero accorto della sua presenza.
<Tutt’altro, oserei dire.> la vedo alzare un sopracciglio, capendo che mi stavo per inoltrare in tante delle discussioni già avute in precedenza con i Pro-Jane. <Non sono molto romantico.> mi affretto ad aggiungere, giusto per sottolineare che il disgusto era per un fattore soggettivo e non era niente che riguardasse lo stile della scrittura piuttosto che la forma.
<Oh.> accenna un sorriso comprensivo <Una spiegazione sensata.> i suoi occhi tornano a posarsi sul libro che tiene tra le mani, mentre i miei ne approfittano per cogliere i particolari di lei. Mora, occhi scuri o almeno così mi sono sembrati, corporatura normale, dai colori posso scommettere sia del Sud. Sposto poi gli occhi sul verde del parco che ci circonda.
<Almeno non sei uno di quelli che preferisce vedere direttamente il film.> aggiunge tenendo sempre lo sguardo sulle pagine davanti a lei.
Rido. <No, non sono uno di quelli.>
Ritorna il silenzio tra di noi, durante il quale comincio a nutrire una certa simpatia per la giovane al mio fianco. Mi volto nuovamente ad osservarla nello stesso istante lei posa gli occhi su di me. Sorride imbarazzata da quello scambio di sguardi, e ritorna a porre attenzione sul libro, che chiude e infila nella sua enorme borsa nera a tracolla. La vedo alzarsi, per un attimo la voglia di afferrarle la mano e trattenerla prevale. Stringo a pugno la mano trattenendomi, quasi a sentir male.
Di nuovo i suoi occhi mi guardano <Buona giornata.> mi sorride, e tentenna un attimo <Continua a leggerlo> sposta lo sguardo su “Orgoglio e Pregiudizio” <E’ davvero un bel libro.> detto ciò si avvia per la sua strada, attraversando il viale alberato del parco Sempione.
Io inerme, rimango a fissarle la schiena che piano piano si allontana.
Qualcosa dentro di me mi spinge a rincorrerla, a chiederle almeno il suo nome, non che poi ci possa fare chissà cosa, effettivamente. Mi sento stupidamente confuso e sopraffatto da emozioni contrastanti.
Per un attimo visualizzo il nostro primo appuntamento, seduti uno di fronte all’altra, in modo tale da poterla vedere arrossire in qualsiasi momento, e non guardarla di sottecchi.
Il battito del mio cuore è accelerato, così come il mio respiro.

********

Con una fretta indescrivibile poso il libro della Austen nello zaino, che indosso e mi precipito verso di lei, che ora è solo un puntino lontano.
Corro con il fiato corto, corro così veloce che gambe e braccia non sono coordinate, e talvolta i piedi sembrano non aderire al terreno.
Quando la sua figura diventa ben chiara, la vedo svoltare a sinistra alla fine del parco, decelero forzatamente, con gambe indolenzite e la milza dolorante; dalla bocca fuoriescono versi di dolore e frustrazione. Continuo a correre malgrado tutto. Svolto anch’io a destra ed eccola ferma al semaforo in attesa del verde.
Mi avvicino a lei e mi fermo solo quando arrivo al suo fianco, causandole quasi un infarto. Mi guarda allarmata con una mano sul petto. Mi avrà preso per pazzo.
<Scusami...> dico col fiatone, cercando di rendermi comprensibile <Scusami, io...non so...il tuo nome.>
Scatta il verde, la gente ci supera, e lei con mio conforto rimane lì davanti a me, e non me ne capacito. Che motivo avrebbe una persona di rimanere in compagnia di una persona che sembra completamente fuori di testa.
<Mi hai...corso dietro?> mi guarda perplessa, ne ha tutte le ragioni.
La guardo, annuisco. <Lo so che ti sembrerà una pazzia, ma...te l’ho detto: non sono un tipo romantico. Eppure, mi ritrovo qui di fronte a te, dopo una corsa che mi ha sfinito...> le sorrido imbarazzato dalla situazione, ma soprattutto dal mio comportamento, sono sorpreso più di quanto lo sia lei.
<Amanda.> mi sorride. 
Quello stesso sorriso che mi ha spinto a inseguirla, quel peso al petto che solamente ora se n’è andato.
<Edoardo. Piacere Amanda.> le stringo la mano, sorridendole mentre ripeto il suo stupendo nome.
<Bel nome!> diciamo all’unisono, e scoppiamo a ridere imbarazzati entrambi.
Il semaforo torna rosso, le macchina riprendono a scorrere veloci per la strada e ricomincia a formarsi intorno a noi un mucchio di pedoni in attesa del via.
<Io, sto andando a mangiare qualcosa in un bar. Vuoi unirti a me?> chiede un pò insicura, sorprendendomi sempre di più della sua reazione positiva nei miei confronti.
Io mi illumino <Ne sarei felice.>
Così ritorna il verde, e noi attraversiamo la strada. Per scansare un pedone le sfiora una mano. E’ fredda a confronto della mia calda a causa della corsa fatta qualche secondo prima.
Durante la strada ci scambiamo qualche sguardo, alcuni di sottecchi altri mentre parliamo di argomenti comuni. Lei è al quinto anno di psicologia all’Università Statale in pieno centro, ma non è originaria di Milano, si è trasferita dalla Puglia, dove tuttora vivono i suoi genitori. Convive con tre ragazze, una di loro è una sua grande amica con la quale è venuta da Taranto.
Io le racconto della mia carriera di attore di teatro, della mia vita da single e che convivo con un collega. Scopro che abbiamo cinque anni di differenza, lei ha venticinque anni e io trenta.
<Anche tu hai origini del Sud?> mi chiede una volta seduti al bar davanti al nostro pranzo.
<Sì, i miei genitori sono Siciliani, ma sono nato a Milano.>
<Sicilia dove?>
<Palermo.>
Annuisce e sgrana gli occhi meravigliata mentre manda giù il boccone che ha in bocca. <Bellissima! Ci sono stata una volta...ricca di storia. Mi ha davvero sorpresa.>
Rido del suo entusiasmo. <Concordo.>
Rimaniamo in silenzio per un pò, e vedo che mi scruta attentamente. <Quindi, non sei romantico ma nel gesto di prima rivelava tutt’altro. Insomma, ormai non capita più di vedere un ragazzo che rincorre una ragazza che neanche conosce solo per....delle sensazioni.> dice, cercando le parole giuste per esprimere il suo pensiero <Colpa di Jane Austen?> mi sorride prendendomi in giro.
<Sai, credo proprio di sì.> rido rispondendo alla sua battuta <Non lo so, non credo sia colpa di nessuno, piuttosto è merito tuo.>
La guardo, vedo che lei fa lo stesso cercando di capire se io stia scherzando o sia serio, e nel momento in cui comprende che sono sincero, arrossisce poggiando le posate.
<Ti piace il sushi?> le chiedo.
Annuisce <Da morire.>
<Posso offrirti una cena domani sera?>
Resta un attimo in silenzio, sorridendomi. <Con piacere.>

********

<Mi scusi, è libero?> mi risveglio dai miei pensieri, e alzo lo sguardo sull’uomo di fronte a me che aspetta una mia risposta.
<Certo.> dico un pò turbato.
Sono ancora seduto sulla panchina, non mi sono alzato, non l’ho inseguita, non ci sto pranzando assieme. Non la sto guardando arrossire né sorridere.
Sono rimasto solo con le mie illusioni e speranze.

Forse se l’avessi inseguita davvero avrei scoperto in lei la persona giusta.
Non l’avrei mai saputo se non avessi preso una scelta.
Solo noi possiamo decidere del nostro futuro, della nostra vita.
Il punto è: siamo disposti a rischiare e renderci vulnerabili?
Me ne sarei pentito? E se avessi perso un’occasione speciale? Volevo recitare per il resto della mia vita?

Mi alzo e volto la testa dove lei si è incamminata, penso di vederla in lontananza. Voglio essere quell’uomo che la invita fuori a cena, quell’uomo che non gli importa di risultare un pazzo o ridicolo.
Voglio essere l’uomo con il quale pranzerà in un bar e accetterà un invito a cena.
Voglio crearmi un’occasione nella vita.
E sperando sia lei che i miei occhi scorgano, comincio a correre.




Grazie a tutti coloro che hanno letto questa one-shot e a coloro che commenteranno.


Ne approfitto per augurarvi delle buone feste e un buon 2014.


giovedì 13 settembre 2012

n.4 - Problemi d'autostima

"I nostri dubbi sono traditori e ci fanno perdere il bene che potremmo ottenere perché abbiamo paura di tentare"

William Shakespeare



La frase sopra riportata è un forte invito a prendere in mano la propria vita mettendo da parte le proprie insicurezze.
I problemi d'autostima sono molto più comuni di quanto si possa pensare, perché le persone tendono a dare sempre più peso al giudizio che hanno gli altri su di sé, perché si sentono diversi da chiunque altro, perché si sentono andare controcorrente.

Ebbene, bisognerebbe imparare a rispettarsi, a volersi bene e accettarsi così come si è, sia esteticamente che caratterialmente. 
Non bisogna sentirsi inferiori, bisogna ignorare quel che le persone pensano, così facendo si vivrebbe una vita più serena e spensierata, nessuna angoscia e niente ansia.

La conseguenza di un basso livello di autostima è l'isolamento e l'esclusione dalla massa. 
Ci si chiude come un riccio, che si nasconde agli occhi di chi lo minaccia; la differenza però è esser privi degli aculei, non attaccare e non difendersi. 
Un riccio senza la sua protezione ha la vita appesa a un filo.
Una persona ha la capacità di reagire nonostante non abbia le spine, perché ha delle convinzioni più forti dentro di sé e delle certezze che bisogna imparare a coltivare.
Si deve dedicare del tempo a se stessi, alla conoscenza di sé, della propria persona.
Aumentando la propria sicurezza, ci si sente più forti e quasi inarrestabili, pronti a difendersi contro qualsiasi attacco. 
Si potrebbe ad un primo impatto sembrare indifesi, ma al momento giusto saper tirare fuori gli aculei nascosti dentro di sé, cogliendo l'avversario di sorpresa.
E' questo il vantaggio che noi abbiamo a differenza del riccio: l'essenziale è invisibile agli occhi - citando il Piccolo Principe.

La grinta, la passione per quello in cui si crede, è una ragione di vita potente, che ti fa brillare di una luce che ti spinge ad andare avanti e lottare con tutte le forze.

Non si deve aver paura di tentare, e nel fallimento si imparerà a rinascere!