giovedì 28 febbraio 2013

n.14 - Sì, viaggiare!

 «Sì viaggiare
evitando le buche più dure,
senza per questo cadere nelle tue paure
gentilmente senza fumo con amore
dolcemente viaggiare
rallentare per poi accelerare
con un ritmo fluente di vita nel cuore
gentilmente senza strappi al motore.
E tornare a viaggiare
e di notte con i fari illuminare
chiaramente la strada per saper dove andare .
Con coraggio gentilmente, gentilmente
dolcemente viaggiare.»
L. Battisti 


La storia ci ha fatto il dono di tanti paesi e stati diversi tra loro, che oggi possiamo goderci solamente immaginando quel che quelle strade e quei posti hanno vissuto nel passato.

Viaggiare è sinonimo di libertà, senza spazio né tempo.
Viaggiare ti fa apprezzare le cose belle della vita, ti fa incosciamente mettere in paragone il tuo Stato con un altro, valutando i pro e i contro che ognuno ha da offrire.
Viaggiare è un momento importante, di riflessione e di crescita. Non è solo uno stacco dalla routine, è qualcosa di molto più profondo e sentito.
E' qualcosa che ti cambia, e mai in modo negativo.
Viaggiare ti da modo di imparare lingue diverse, culture diverse, vivere abitudini diverse, e posti diversi di grandezza diversa.

Basta pensare a Milano e a New York: la differenza sostanziale, e in questo caso tra Italia e America e non le singole città, sta proprio nella grandezza...nella grandezza dei pensieri, degli edifici, dei parchi. Non è né negativo né positivo, sono solo realtà diverse. Ma visitare determinati Stati ti rende cosciente delle differenze che esistono nel mondo.

Prendiamo ad esempio Roma e Parigi: la prima è ricca di storia e passato, non c'è bisogno di ascoltare, basta guardare. Parigi invece anch'essa racconta ma bisogna saper ascoltare, non solo vedere. Parigi è particolare, ti trasporta e rende magico anche un piccolo chiosco.

Quel che bisogna fare per godersi appieno un luogo o una città nuova ai nostri sensi è mai scordare quel che ha vissuto...l'esperienza sarà ancora più suggestiva, è quel che ti lascerà dentro sarà indelebile.



«Il mondo è un libro, e chi non viaggia legge solo una pagina. »
Sant’Agostino

mercoledì 16 gennaio 2013

n.13 - Cos'è l'Amore?

«Amore non è amore 
se muta quando scopre un mutamento 
o tende a svanire quando l'altro si allontana. 
Oh No! Amore è un faro sempre fisso 
che sovrasta la tempesta e non vacilla mai. 
E' la stella-guida di ogni sperduta barca 
il cui valore è sconosciuto benché è nota la distanza. 
Amore non è soggetta al Tempo, pur se rosee labbra e gote 
dovran cadere sotto la sua curva lama.
Amore non muta in poche ore o settimane, 
ma impavido resiste fino al giorno estremo del giudizio. 
Se questo è errore e mi sarà provato 
Io non ho mai scritto 
E nessuno ha mai amato.»

William Shakespeare



Quale miglior premessa se non una citazione del grande William Shakespeare, una citazione che è nota anche ai meno appassionati dello scrittore.

Si cerca spesso di dare una forma all'Amore, di capire com'è fatto, cosa si prova. 
Ogni persona da una descrizione diversa di questo sentimento che in molti sperano di provare, almeno una volta nella vita.
Poeti, scrittori, da sempre fanno altrettanto. Esprimono a parole quel che è la voce del cuore.
Eppure la domanda non sembra mai soddisfatta.

Cos'è l'Amore?
Cosa si sente? Come si fa a sapere se si è innamorati o se lo si è mai stati?
Ebbene una risposta universale non esiste.
Perché benché l'Amore sia un sentimento universale, si rileva sotto forme soggettive.
Bisogna guardare dentro ognuno di noi per trovare la vera risposta. Osservare come da persona a persona, a età e amori differenti le proprie emozioni cambiano, per poi riuscire ad identificare l'Amore, quello maturo, quello imperturbabile, altruista e non egoista, generoso e mai possessivo.
L'Amore puro.
L'Amore che ti fa battere il cuore, e non si turba nel tempo, si deforma, ma senza danneggiare la passione travolgente di due cuori che sono alla continua ricerca dell'altro. 

Nella vita siamo sicuri di poter riconoscere tre tipi di Amore: quello infantile o adolescenziale, quello giovanile e quello maturo.
Dunque, nessuno dice che nel primo non si ama realmente, bensì si può solo dire che è un amore diverso, senza dubbio travolgente, ma il più delle volto non rispettoso e possessivo, non altruista ma accecante.
E quest'ultima caratteristica tende a rivelarsi anche in quello giovanile, dove il cuore benché cresciuto, tende a non dar ragione alla mente, e si perseguita in un amore straziante.
Nel terzo, e non certa ultimo, è un amore completamente diverso. E' un amore cresciuto, è un amore rispettoso, è un amore generoso che tende a dar spazio reciproco.
Seppur, ovviamente, ci sono relatività in ogni caso.

Cari Lettori ma soprattutto Lettrici,
non perdete la speranza.
L'Amore esiste. Bisogna conoscere se stessi, per saperlo riconoscere negli altri.






«Un caldo raggio di sole non potrà mai uguagliare il calore del tuo Amore, e cento petali di rosa non potranno uguagliare la gentilezza che ripongo nel nostro.»

«Amore significa lasciarsi travolgere dalle emozioni del mondo, e tenersi per mano durante il viaggio.»

G. Sessa





domenica 13 gennaio 2013

n.12 - Un amore settecentesco

«Quando la vidi realizzai che Dio era stato troppo benevolo nei miei confronti, ed ebbi paura di non meritarla.
Quale fiore così delicato arde di vita anche d'inverno? 
Un fiore raro, da cui ebbi fortuna di essere amato.»
G. Sessa



Mi guardai intorno, i miei occhi ansiosi di vederla cercavano solo i suoi. A malapena mi accorsi delle altre dame in sala se non quando gentilmente le scostavo per farmi spazio tra le persone.
Al centro fanciulle di nobil fama sorridevano timidamente al proprio compagno di ballo, il quale tentava di ammaliare l'altra con lo sguardo, e non mi fu dato sapere della riuscita nell'intento; non che mi interessasse davvero.
Entrando nella sala adiacente finalmente la scorsi, meravigliosa come sempre, mentre con grazia intratteneva i suoi interlocutori con - senza dubbio - discorsi vivaci per la mente dell'uomo.
Solamente quando alzò lo sguardo su di me mi accorsi di essere ancora sulla soglia, fermo, attento solo sulla sua figura e le virtù che possedeva.
Il suo volto si allargò in un delicato e vivo sorriso, e congendandosi dalla sua compagnia, si avvicinò a me.
Inchinai la testa, e lei fece lo stesso.
Per un attimo sentii i nostri respiri tentennare, così come i nostri occhi.
«Miss Haywood si sta godendo la serata?»
«Molto, Mr Clift. Seppur debbo dire che ora potrò godere di una compagnia assai più piacevole.»
Il mio sguardo si addolcì alle sue parole, e il mio cuore prese a battere in egual maniera.
Strano come il mio comportamento da gentiluomo davanti a lei sembrava esser scontante per poter dar spazio all'impeto dei miei sentimenti.
«Vogliamo fare una passeggiata in giardino? Il cielo oggi è sereno e le stelle potranno farci compagnia.»
«Come potrei privarmene?»
Le porsi il braccio a cui si poggiò delicatamente, e ci avviammo verso l'esterno della maestosa villa, allontanandoci dai chiacchericci di giovane donne e il suono della musica da ballo.
«Ho saputo che partirete domani per Londra.»
Il mio animo si incupì al sol pensiero, e al contempo le mie mani cominciarono a fremere per l'agitazione, il mio respiro più corto dall'emozione e il mio sguardo travolgente d'amore.
«Signorina Catherine, non posso indugiare oltre, i miei sentimenti per voi non me lo permettono.»
Le presi le mani e mi misi di fronte a lei, guardandola negli occhi.
«Non posso andare a Londra senza prima sapere che sarete mia per il resto della vita. Vi amo. Vi amo talmente tanto da non poter nascondere il mio trasporto e la mia ammirazione nei vostri confronti. Dal primo momento che vi vidi, e mi intratteneste con le vostre parole, osservando con quanto fervore vi pronunciavate, ho capito di amarvi, e desiderarvi.»
I suoi occhi sembravano splendere ancora di più alla mia dichiarazione.
Mi inginocchiai e tenendole la mano, e le dissi: «Mi rendereste l'uomo più felice del mondo, se accettaste di diventare mia moglie, Miss Catherine»
Con una mano tremante dall'amore nel suo cuore, e le lacrime non più trattenute per l'emozione mi rispose:
«Certo che sì! Non potrei mai desiderare alcun uomo al di fuori di voi.»



«Ho voluto scrivere di amori ormai inesistenti, e di caratteri ormai estinti.
Ho voluto scrivere per non far smettere di sognare.»


G. Sessa


venerdì 11 gennaio 2013

n.11 - Come vivere serenamente una relazione...


«Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce.»
B. Pascal


All'inizio di una relazione capita spesso di farsi paranoie, diventare improvvisamente insicuri e rendersi conto di non aver più controllo sul rapporto perché non sappiamo se l'altro è preso, o preso quanto noi; o al contrario noi siam più presi di lui/lei.
Ci si sofferma talvolta a pensare, e poi lo si fa sempre più, diventando un'ossessione.

All'inizio della frequentazione ci si fa un'idea dell'altro unica, stupenda, magnifica, e poi col tempo nonostante la persona davanti si mostra per quel che in realtà è, continuiamo a vederla come all'inizio, in quell'aurea magica e romantica che accosteremo sempre a lui o lei.

All'inizio dell'infatuazione, quando sentiamo il nostro trasporto per l'altra persona, abbiamo paura e ci attacchiamo maggiormente all'altro per non perderlo, anche se realmente non sappiamo se è il comportamento adatto.
Si comincia a ponderare le azioni, i gesti, i messaggi, per non sembrare appiccicoso e svelare le proprie emozione.

In realtà per vivere serenamente una relazione non ci sono regole o una ricetta speciale.
Bisogna semplicemente essere spontanei e vivere il momento e le situazioni che si creano con il vostro lui o la vostra lei.
Bisogna imparare a non pensare che sarà l'uomo o la donna della vostra vita, ma semplicemente vivere le sensazioni che vi danno.
Senza pensare, senza "ma" e senza "se.
L'altro vi amerà per come siete, non per come cercate di apparire.
E così deve essere.
Nessuna costrizioni o repressione di se stessi.

Finché si sta bene insieme, va bene così. Si deve vivere il presente...il poi è relativo.


"Seppur guardandola negli occhi capii di non poterla avere per sempre, respinsi quei pensieri superflui per godermi la vita e quel che aveva da donarmi"
 GS

giovedì 22 novembre 2012

n.10 - La musica

La musica, esattamente non saprei la prima volta che l'ho sentita, toccata, desiderata. 
So per certo che mi accompagna da sempre lungo la mia strada tra esperienze, conoscenze, abitudini.
In qualche modo ogni ricordo, ogni momento è legato ad una canzone in particolare, ad un genere particolare, o solamente ad un motivo fischiettato nella testa nato da chissà dove nella fantasia.

La musica è più di un'insieme di note.
E' sensazione, è passione, è anima, è mente. Ma è anche bocca, è mani, è gambe. 
La crea l'uomo con strumenti diversi, in luoghi diversi, con persone diverse, con spirito diverso.
Ci si sorprende quando si producono suoni in armonia tra loro, creando così un universo parallelo, formato solamente dai sentimenti e dalle emozioni.

La musica è arte.
E' colore, è fantasia, è infinita.
Senza musica il mondo non avrebbe mille sfumature, non avrebbe un ritmo differente a seconda del periodo vissuto.
In qualche modo in ogni attimo nella mente ci si crea un sottofondo musicale adatto. 
Si dipinge la vita di colori diversi, mischiandoli, cancellandoli; controllando noi il Suo mondo.

La musica è espressione.
E' gesti, è parole, è frasi.
Rispecchia il nostro stato d'animo. Quando si è tristi, lo è anche Lei. Quando si è felici, lo è anche Lei.
Ci emoziona quando le parole danno vita alle note, che toccano le corde nel nostro corpo e le fanno vibrare d'amore per Lei.

La musica è compagnia.
E' consolazione, è speranza, è grinta.
Quando si vuole restare soli e lontani dal mondo, Lei ci è sempre accanto. Ci culla tra le sue braccia e ci fa sentire al sicuro, in quel mondo di colori e sfumature dove i sogni e le speranze nutrite hanno realmente un senso.

La musica è vita.
E' amore, è gioia, è un dono.
Ci riempie l'anima di calore, e ci fa esplodere di note per spaccare i limiti tra suoni e realtà.


mercoledì 14 novembre 2012

n.9 - Costruirsi un futuro

«Quando il mondo sembra afferrarti per la maglia e rallentarti il cammino, spingi con tutte le tue forze e usalo come slancio verso il tuo futuro.»

G. Sessa


Si arriva ad un punto della vita in cui ci si chiede cosa si voglia fare del proprio futuro.
Ci pensiamo qualche secondo, qualche minuto...qualche giorno, per poi renderci conto che non lo sappiamo.

Buffo no?
A dieci anni ricordo perfettamente che volevo fare la veterinaria.
A quindici l'avvocato.
A diciotto la psicologa.
E adesso, quando realmente devo prendere una decisione ho paura di prendere quella sbagliata.
Quando si realizza che c'è in gioco tutta una vita, l'incertezza è padrona.

D'altronde, chi è che non si è mai trovato in questa situazione?
Nessuno. Tutti passano questo periodo, tutti si chiedono cosa vogliono fare da grande; e ora che non si tratta più di sognare di fare l'astronauta o la cantante, e la vita chiede loro di prenderla per mano e farle strada...ci si ferma, si riflette senza smettere di tenderle la mano e non farla scivolare via.
Alcuni sogni, sono realizzabili, altri consapevolmente si accantonano; e finalmente facciamo una selezione e elenchiamo tutte le possibilità che abbiamo. Analizziamo i pro e i contro, il nostro percorso di studi e di vita.
Poi?
Poi arriva la parte più difficile: passare ai fatti.

Bisogna fare una scelta, bisogna essere consapevoli di ciò che andremo incontro e di ciò che ci lasciamo alle spalle.
Ed eccoci sulla retta via che avevamo smarrito, un pò come Dante, ognuno di noi avrà il proprio Virgilio e Beatrice, che ci guidano, ci consigliano, ma sono solo persone esterne alla nostra vita, di cui solamente noi possiamo decidere l'evolversi.

Per certo si può dire che chi segue un percorso fatto di passione ed entusiasmo, questi saranno gli ingredienti speciali per la soddisfazione finale.
Chi invece cerca stabilità, cerca sicurezza, potrà magari sentirsi ugualmente soddisfatto, ma gli ingredienti scelti non saranno certo speciali.
In entrambi casi quel che importante è la consapevolezza. Caratteristica dell'uomo che spesso si sottovaluta e si scarta, ma che in realtà è la ricetta segreta per la serenità.

Non accontentatevi mai, createvi l'entusiasmo, siate positivi.


«Siate affamati. Siate folli.»
Steve Jobs



mercoledì 31 ottobre 2012

n.8 - Carpe Diem

«Non dispiacerti di ciò che non hai potuto fare, rammaricati solo di quando potevi e non hai voluto.» 
Mao Tse-tung


Crediamo di conoscerci.
Crediamo di sapere cosa vogliamo, cosa facciamo, cosa ci piace...ma in realtà basta una decisione presa in un istante per travolgere completamente il nostro piano, il nostro quadro. 

Lasciarsi andare fa paura a tutti.
Lasciarsi andare è da incoscienti, o così si dice. 

Io penso che lasciarsi andare significa vivere. Cos'è la vita se non un fiume freddo in cui ad ogni sguardo non ti vien voglia di tuffartici?
E' un fiume calmo, che guardato da vicino si scopre essere più agitato di quanto pareva da lontano.
E quegli argini? Che limitano il corso del fiume secondo sua forma e volontà. 
Cosa succede se un argine viene scavato più in profondità, allargando i confini...allargando i limiti?
L'acqua può fuoriuscire se quei limiti non sono ben fatti, che invece possono resistere alla corrente se allargati con cura e attenzione.

Il rischio è allettante, la curiosità di vedere ciò che si può fare ti carica di adrenalina.
Perché resistere a questo impulso?
Bisogna solo essere cauti, sempre in allerta ogni qualvolta si sposta un pò di terra. 

Chiudi gli occhi.

Sei emozionato, agitato, in ansia. Ma felice, perché finalmente ti senti vivo.
E quando vedi che pian piano i confini si allargano e con loro anche il flusso d'acqua ti rendi conto che ne è valsa la pena, che non hai perso la concentrazione...l'acqua non è uscita.

Guardi il fiume da lontano, questa volta con occhi differenti perché c'è un particolare in più che è stato aggiunto, e lo noti solo tu perché l'hai fatto tu così, l'hai creato tu.
Ne sei orgoglioso e soddisfatto, sei emozionato e dentro di te non vedi l'ora di poter risentire quella sensazione di libertà e vita che ti possedeva.

Di colpo apri gli occhi...
e il fiume è lì davanti a te, statico, calmo come prima...e quel cambiamento che poco prima vedevi non c'è.
Era tutto frutto della tua mente e fantasia.
Ti senti frustrato, deluso che non sia la realtà...ma tu sai che basta volerlo e rischiare per riuscire a sentirti vivo  come lo eri nella tua mente, come lo erano quelle sensazioni.

Quindi, cosa aspetti? Buttati!
La vita è una sola...e il fiume non scorrerà per sempre.




«Sii creatore del tuo futuro, orgoglioso del tuo passato, e protagonista del tuo presente.» Giulia Sessa